Gli aspetti psicologici e socio ambientali che portano al GAP (gioco d’azzardo patologico)

Il gioco d’azzardo non è di per sé un problema. A renderlo tale è il comportamento con il quale alcuni individui vi si avvicinano e lo affrontano: infatti non tutti coloro che giocano d’azzardo sviluppano una dipendenza mettendo a rischio la propria stabilità. Il gioco d’azzardo esiste dalla notte dei tempi e sempre esisterà, è come lo si interpreta il vero ago della bilancia. Esistono, infatti, individui più vulnerabili di altri a sviluppare una dipendenza (il cosiddetto gioco d’azzardo patologico) e la vulnerabilità di queste persone è determinata da una serie di fattori: genetici e neurobiologici; psicologici; socio-ambientali.

Noi affronteremo quelli psicologici e socio ambientali perché ognuno deve fare il proprio mestiere e siccome non siamo qualificati per affrontare i fattori genetici e neurobiologici non l’affronteremo, rimandando gli interessati a siti e/o professionisti della materia.

Il rischio psicologico:

Esistono alcuni tratti della personalità che aumentano il rischio di sviluppare il GAP, questi comportamenti possono essere classificati così:

  • L’impulsività ovvero l’agire senza considerare le possibili conseguenze;
  • La ricerca di novità e di nuove sensazioni, delle cosiddette esperienze emotivamente forti/stimolanti e rischiose.

Gli individui che presentano queste caratteristiche sono oggettivamente più al rischio degli altri. Il pensiero dell’arricchimento facile poi fa il resto.

Il rischio psicologico è caratterizzato, inoltre, dalla presenza di distorsioni conoscitive, quali le credenze, i pensieri erronei e la difficoltà a gestire eventi casuali.

Gli accademici N. Raylu e T.P. Oei hanno individuato cinque classi di distorsioni cognitive:

  1. l’illusione di poter controllare la sorte: può essere messa in campo attraverso un controllo attivo (con lo sviluppo di superstizioni, secondo cui pensieri, parole o comportamenti possono influire sul gioco) o passivo (interpretando ciò che accade nella vita come indizi rispetto all’andamento del gioco). In quest’ambito rientra anche la sopravvalutazione delle proprie competenze di gioco e la sottovalutazione di quelle degli altri;
  2. il controllo predittivo degli esiti del gioco: la persona si sente abile e capace di fare previsioni accurate, basandosi su vincite e perdite passate, a fronte della presenza di numerosi errori nella comprensione della probabilità;
  3. le distorsioni interpretative: il giocatore patologico interpreta i risultati del gioco in modo tale da incoraggiarne la prosecuzione nonostante le perdite. Attribuisce i successi alle proprie abilità, mentre gli insuccessi vengono imputati all’influenza di qualcuno o della sfortuna. Inoltre, ricorda più facilmente le vincite rispetto alle perdite (memoria selettiva) e dopo una sequenza di perdite si aspetta una vincita (“fallacia di Montecarlo”);
  4. l’incapacità percepita di fermare il proprio comportamento di gioco: il giocatore patologico non si sente in grado di controllare i propri impulsi, con la conseguenza di diminuire drasticamente le possibilità anche solo di provarci. Tale atteggiamento non fa altro che confermare il pensiero che non esista un aiuto possibile per il proprio problema;
  5. le aspettative verso il gioco e i suoi effetti: il gioco viene investito di numerose funzioni che ne sostengono la prosecuzione. Le motivazioni per cui un giocatore problematico continua a giocare sono numerose, ad esempio: dimostrare il proprio valore personale e le proprie competenze attraverso il gioco, avere la percezione di ricevere approvazione e accettazione a livello sociale, ricercare la trasgressione, sfidare la sorte, evitare emozioni dolorose e spiacevoli, ridurre la noia attraverso un’esperienza eccitante.

Il rischio socio-ambientale

Un altro fattore di rischio per lo sviluppo di GAP è rappresentato da un contesto sociale con relazioni familiari problematiche, scarsa presenza di iniziative di prevenzione, poche regole e leggi di controllo. Tale fattore di rischio incrementa la propria portata quando il contesto sociale tolleri o addirittura promuova il gioco d’azzardo e quando il gioco sia facilmente disponibile e accessibile. Un ulteriore aggravamento ed avvicinamento al Gioco d’azzardo è determinato dall’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso di alcol.

Il gruppo è il luogo in cui per la prima volta si sperimenta il gioco d’azzardo che, nel tempo, può diventare abitudinario. Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato da un tempo libero non strutturato, in quanto il gioco può diventare un’esperienza che colma il senso di vuoto e noia che deriva da giornate vuote prive di impegni e responsabilità. Rilevanti sono anche gli eventi di vita negativi, che portano a una vulnerabilità psicologica, con particolare riferimento a esperienze di maltrattamento infantile.

È fondamentale individuare quali dei tanti fattori di rischio sono presenti nella vita della persona e intervenire su quelli modificabili, in modo da creare un ambiente e uno stile di vita più sicuro al termine di un percorso comunitario residenziale.

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Pubblicato da marco monaco

Consulente aziendale per l'organizzazione ed il marketing, Medaglia d'oro Avis - donatore di sangue. Presidente di Promosferae Ass.ne Promozione Sociale, organizzazione no profit che si occupa di sociale, formazione, ambiente. Scrittore e fotografo per diletto

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