Il Gioco d’azzardo in Toscana

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Fatto il punto sul gioco d’azzardo in Italia riteniamo corretto e trasparente provare a fare il punto e un po’ di chiarezza anche sulla Regione Toscana, territorio che ci ospita e ci vede operare in merito.

Da sempre attenti al fenomeno, abbiamo monitorato il gioco d’azzardo legale e quello illegale, abbiamo visto moltissime persone distruggersi e rovinare intere famiglie a fronte di pochissimi casi di persone vincenti, eppoi abbiamo constatato che solo chi raccoglie le scommesse ha un lauto guadagno e lo Stato Italiano è il primo nella graduatoria finale.

La premessa era un dovere poiché la Regione toscana con la Delibera di Giunta n. 771 del 2018 non ha fatto che confermare quanto appena dichiarato.

Come è del tutto evidente dalla precedente tabella estratta dal “Piano regionale di attività per il contrasto al Gioco d’Azzardo”, la fotografia della realtà è totalmente artefatta e così il fenomeno risulta sembrare del tutto marginale. Oltremodo abbiamo da fare una ulteriore osservazione, la delibera è stata confezionata nel 2018 e si basa su dati raccolti tre anni prima (2015)… come a dire il monitoraggio per questo tipo di realtà è fine a se stesso anche se ogni anno l’incremento del fatturato dei giochi è in costante aumento.

Analizzando la relazione a supporto di tale delibera si evince che i giocatori affetti da GAP, ovvero censiti ufficialmente, risultano essere 1334 (oltre 80% uomini, il resto donne) in tutto il territorio regionale…un’ipocrisia bella e buona per supportare l’incapacità dello Stato a proteggere i suoi cittadini da un male che si manifesta alla luce del sole ma che viene oscurato dallo stesso Stato che con tre slogan e 50 milioni di euro se ne lava le mani, regalando ai concessionari miliardi di Euro a fronte di un prelievo erariale ridicolo rispetto agli incassi.

E’ giusto ricordare che lo Stato Biscazziere mette a bilancio ed introita cifre miliardarie (oltre 10 miliardi) a fronte di spiccioli di euro per mitigare il gioco d’azzardo ludopatico.

Per tornare alla Regione Toscana nel biennio 2018-2019 sono stati stanziati per la prevenzione e la cura di questo fenomeno sociale poco più di tre milioni all’anno e se si pensa che solo nel territorio del Comune di Pisa e dei Comuni a cintura sono stati censiti oltre 500 apparecchi elettronici (New slot e Vlt), svariate sale bingo, sale scommesse per non parlare dei pubblici esercizi che fanno della vendita di Gratta e Vinci, Lotto, Superenalotto ecc. ecc. una delle voci di incasso più autorevole, il gioco è servito a vantaggio di pochi ma a danno di Troppi…

Noi continueremo a scrivere e a dire che sono inutili i censimenti per caratterizzare il giocatore, che importa sapere quanti anni ha, se è alto o basso, biondo o moro, grasso o magro oppure se è occupato o disoccupato?

Per imbrigliare la bestia che si sprigiona attraverso il gioco d’azzardo come per tutte le altre dipendenze, occorre ben altro.

Siamo arrivati ad una crudele conclusione, la profilazione del giocatore ha un solo scopo, aumentare la malattia, perché se si guarisce, i SERD e tutti coloro che sono in quegli uffici e percepiscono una paga, come potranno essere riconvertiti? I SERD… una cura che non finisce mai e per questo non li consigliamo.

Premesso ciò riportiamo fedelmente un estratto dal piano della Regione Toscana: <<OBIETTIVI E FINALITA’: Il Presente Piano si propone di concorrere alla rimozione delle cause sociali e culturali che possono favorire le forme di dipendenza da gioco e di promuovere una risposta coordinata e continuativa alle persone che manifestano un problema di gioco d’azzardo patologico. La priorità è quella di agire prevalentemente sul versante della prevenzione in linea con quanto disposto dal Decreto del Ministero della Salute del 6 ottobre 2016, non trascurando indispensabili azioni di conoscenza e ricerca approfondita del fenomeno a livello provinciale e regionale, nonché azioni tese alla formazione/informazione di tutti gli operatori coinvolti nella tematica sia dei servizi pubblici che delle Associazioni di volontariato, del terzo settore e dei gruppi di mutuo-auto-aiuto, nonché del monitoraggio e della valutazione delle stesse.
Si intende dunque implementare la rete aiuto alle persone e alle loro famiglie con problemi di Gioco d’azzardo grazie all’integrazione degli interventi tra servizio pubblico, privato sociale e territorio e incentivare iniziative dirette al potenziamento dei servizi al cittadino.
>>

Per adesso concludiamo così, ma se è vero ciò che è stato deliberato, <<tutti quei buoni propositi dove è stati promossi e quali sono stati i risultati ottenuti? …e i tre milioni all’anno chi li ha intascati?>>

Come sempre attendiamo risposte, che come sempre non arriveranno e da esperti in materia, possiamo semplicemente affermare che la propaganda non serve in alcun modo….la cultura alla scommessa è l’unico faro per abbattere l’omertà e il gioco ludopatico, ma di tutto ciò non esiste alcuna traccia ed allora molto ironicamente ci piace dire “Viva la Stato Biscazziere che crea il problema e poi fa finta di risolverlo!”

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Pubblicato da marco monaco

Consulente aziendale per l'organizzazione ed il marketing, Medaglia d'oro Avis - donatore di sangue. Presidente di Promosferae Ass.ne Promozione Sociale, organizzazione no profit che si occupa di sociale, formazione, ambiente. Scrittore e fotografo per diletto

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