Il bullismo

Con il termine bullismo si intende definire un comportamento aggressivo e ripetitivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi. Solitamente, i ruoli all’interno di questo comportamento sono ben chiari: da una parte c’è il bullo che attua dei comportamenti violenti fisicamente e/o psicologicamente e dall’altra parte c’è la vittima che subisce tali gesti.

La sofferenza psicologica e l’esclusione sociale sono sperimentate frequentemente da bambini ed adolescenti che, senza diritto di scelta, rivestono il ruolo della vittima subendo umiliazioni da chi invece ricopre il ruolo di bullo.

Le principali caratteristiche che definiscono il “bullismo” sono l’intenzionalità del comportamento aggressivo e la sistematicità delle azioni che diventano persecutorie (un solo episodio non può essere classificato “bullismo”) e l’asimmetria di potere/forza tra vittima e persecutore.

Fatta questa piccola e doverosa premessa è opportuno spiegare il perché di questo articolo. Lo scrivo poiché ho seguito molto da vicino la status emotivo di mia figlia ed al netto che non è il mio mestiere, da sempre osservo il comportamento della società e per questo ho provato a dare il mio contributo anche attivamente mettendomi in gioco in ruoli di amministratore pubblico. Adesso il ruolo pubblico è terminato ma non la volontà di lottare contro le ingiustizie ed i mali che affliggono la nostra società.

Il problema è sempre esistito e dibattuto e già quaranta anni fa, ovvero quando frequentavo le scuole medie, il comportamento descritto era sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori e qualche genitore attento, ma se a quei tempi era ben circoscritto a pochissimi individui, oggi il fenomeno potrei definirlo di massa.

Ma dove avvengono gli atti di bullismo? Sarebbe troppo facile e riduttivo dire che avvengono a scuola e che la scuola è teatro principe degli avvenimenti e orto in cui germoglia, ebbene non sono d’accordo. La vera fabbrica è la famiglia dove si ripetono quotidianamente comportamenti che portano alla generazione del bullo e della vittima.

Un sano equilibrio familiare consente il pieno sviluppo fisico e cognitivo, e quindi una consapevolezza dell’essere, e questo non lo dichiaro io bensì i più importanti scienziati che hanno osservato l’agire umano, primo fra tutti Erich Fromm.

E se è vero che non siamo riusciti a debellare tal comportamento poiché troppo indaffarati nel nostro agire, mettendo i figli in una posizione sempre di debolezza (perché anche il bullo è un debole), lo abbiamo moltiplicato attraverso il bullismo 2.0 che ha preso il posto del bullismo. E’ evidente che parlo del “cyber bullismo”.

Ebbene, il primo ed il secondo fanno parte della stessa medaglia e la loro generazione è la risposta ad una società che si ciba di qualunquismo ed arrivismo, con l’aggravamento che il cyber bullismo si stratifica sul classico bullismo.

Ed allora che fare?

La domanda vale 100 milioni di euro, nel mio piccolo, attraverso questo intervento provo a scuotere le coscienze e sto vicino a mia figlia cercando di usare le due parole chiave ovvero il “SI” ed il “NO” con la diligenza del buon padre di famiglia.

Mi piacerebbe che si accendesse un dibattito e si avesse il coraggio di lavare i panni sporchi in piazza e non nasconderli tra le mura domestiche poiché questo è uno dei pochi casi che si risolve con interventi correttivi della società e non sul singolo individuo, perché l’unione fa la forza e non viceversa.

I figli sono il futuro…

Promosferae si prefigge proprio questo scopo, la creazione di un tavolo permanente di aiuto e auto-aiuto per trovare il vero responsabile…spesso non ce ne accorgiamo ma l’insegnamento che trasferiamo non è corretto, prenderne coscienza è il primo passo per battere il bullismo e aiutare la nostra comunità. E quando i nostri figli si rinchiudono nelle loro camere invocando il diritto alla privacy e noi glielo concediamo, sappiate che stiamo creando due categorie di persone, il bullo e/o la vittima…per svegliarsi non è mai tardi.

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Pubblicato da marco monaco

Consulente aziendale per l'organizzazione ed il marketing, Medaglia d'oro Avis - donatore di sangue. Presidente di Promosferae Ass.ne Promozione Sociale, organizzazione no profit che si occupa di sociale, formazione, ambiente. Scrittore e fotografo per diletto

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