La favola del reddito di cittadinanza, PER MOLTI MA NON PER TUTTI (…)

Esistono cittadini italiani tra i 50 ed i 55 anni di età, nati in Italia e da sempre residenti che si trovano in una situazione lavorativa molto precaria. I mezzi ufficiali di informazione li hanno banditi, tanto che a parlare dei nuovi poveri sono veramente in pochissimi e talvolta addirittura screditati. Noi, sempre attenti alle difficoltà della gente onesta e cristiana, proviamo rilanciare…

La dovuta premessa per raccontare un caso concreto di una persona che si è rivolta a noi nella speranza di ricevere un aiuto fattivo… Dopo averlo ascoltato ed avendo dell’incredibile c’ho che ha narrato, gli abbiamo chiesto se potevamo scrivere e divulgare la vicenda, lui ci ha prontamente autorizzato.

ECCO LA STORIA

<<Luca (nome ovviamente di fantasia) trovatosi improvvisamente senza lavoro, all’inizio del 2020 ha aperto una posizione IVA per fare il libero professionista e in piena pandemia, per riqualificarsi, si è iscritto anche ad un corso professionale di 660 ore indetto dalla Regione Toscana. Nel 2021 ha raggiunto brillantemente l’abilitazione, sommando così ai suoi titoli di studio un secondo diploma, il CV vanta anche un primo diploma in Ragioneria, una mezza laurea in Economia e commercio, servizio militare assolto nella Marina ed oltre 20 anni di onesto lavoro, anche al servizio del prossimo. Sempre nel 2021 ha partecipato ad un corso di formazione di 36 ore con un’agenzia interinale per “Addetto alla Logistica”.

Al livello retributivo questa è la rendicontazione per l’anno 2020: la pandemia non gli ha permesso di produrre alcuna prestazione professionale (con un evidente fatturato pari a zero), ma ha prodotto una prestazione di collaborazione con una nota marca di elettrodomestici che ha generato redditi per circa € 1.813,61 e € 1.738,00 elargite dallo Stato attraverso gli ammortizzatori sociali (Dis.coll. per 6 mensilità).

Nel 2021 ha emesso fatture per € 2.700,00 lorde ovvero € 225 euro mensili a cui evidentemente vanno sottratte il 25,72% di trattenute contributive obbligatorie, ragion per cui quel reddito ha generato un debito nei confronti della Gestione separata INPS di circa 700 euro… che non è stato ovviamente saldato per ragioni palesi (!)

Nell’anno corrente 2022 ha emesso fatture per € 1.500,00 lorde…

Nel febbraio del 2022 ha fatto domanda per accedere al Reddito di Cittadinanza ma la stessa è stata respinta perchè sfora di poche centinaia di euro i parametri fissati per legge. I suoi redditi, sommati a quelli della moglie fanno sforare i limiti fissati dalla legge (Isee max 9.360,00 Marito, moglie, 1 minore). Ci ha raccontato anche che la moglie lavora a circa 50 km dalla residenza ma le spese per generare il reddito non sono detraibili nell’Isee (circa 500 euro mensili poiché la fabbrica è raggiungibile solo con mezzo proprio…bus e treno non servono la zona!)>>

Siamo sbalorditi ma adesso arriva il paradosso, la persona che si trova in questa situazione ha versato nelle casse dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) oltre 112.000 euro, attraverso i tre possibili contenitori (Regime generale, Gestione separata, Lavoratori dello spettacolo e sport).

I DATI SOTTOSTANTI SONO ESTRAPOLATI DALL’ESTRATTO CONTO EMESSO DLL’ISTITUTO IN DATA 15/05/2022

Regime generale: Dal 1999 al 2008    contratto di lavoro dipendente determinato ed indeterminato (regime impiegatizio) 234 settimane + il riscatto di un anno da militare di leva

Gestione Separata: Dal 2001 al 2019 Montante contributivo € 80.414,67

Lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti: Dal 1991 al 2001 P.a.l.s. obbligatoria 332 giorni (1/2 anni di contributi a seconda del raggruppamento individuato da Inps ma non comunicato)

Tale importo coprirebbe al massimo mensile consentito dalla Legge, (500+280 per contributo locazione=780) 143 mensilità (dodici anni), ma se è vero che il reddito di cittadinanza è previsto per un periodo massimo di 18 mensilità (un anno e mezzo), è possibile che la Legge che ha istituito il Reddito di Cittadinanza non preveda la possibilità di aiuto a persone del genere?

CONCLUSIONE DELLA STORIA

All’Inps ed al Patronato sostengono che la responsabilità di una tale stortura sia della Legge, NOI invece affermiamo che non può bastare un calcolatore a dire di si oppure di no. Lo Stato di diritto è formato da uomini e donne, non esclusivamente da calcolatori elettronici mestamente programmati!

FINE DELLA STORIA.

Domanda finale: Come è riuscito a sopravvivere? Con i risparmi accumulati che adesso sono terminati, l’aiuto del padre e della compagna ed indebitandosi con il resto del mondo.

La Legge si interpreta e questo fa si che NON SIA UGUALE PER TUTTI E VISTO CHE TRA QUALCHE GIORNO SI VOTERANNO DEI REFERENDUM, pensate bene prima di esprimere la volontà, perché nonostante tutto, noi continuiamo a credere nello Stato e nella Repubblica.

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Pubblicato da marco monaco

Consulente aziendale per l'organizzazione ed il marketing, Medaglia d'oro Avis - donatore di sangue. Presidente di Promosferae Ass.ne Promozione Sociale, organizzazione no profit che si occupa di sociale, formazione, ambiente. Scrittore e fotografo per diletto

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